Oltre il caring: le potenzialità dell’automazione e dell’intelligenza artificiale

Le potenzialità dell'intelligenza artificiale, oltre al caring online offerto dai chatbot, si espandono anche in nuove direzioni: vediamo quali.

L’automazione tecnologica portata dal machine learning e della robotica sta giocando un ruolo sempre più importante nelle nostre vite, dagli ambiti legati al divertimento e allo svago a quelli legati al lavoro e alle professioni. In particolare, dibattiti e stanno nascendo discussioni sui cambiamenti che questi sviluppi tecnologici porteranno ai posti di lavoro tradizionali.

L’automazione è la causa delle perdita di posti lavoro? No, è solo un supporto!

Il volume di posti di lavoro persi a causa dell’automazione nei prossimi decenni non sembra essere così elevato; le attuali tecnologie sono in grado di automatizzare circa il 45% delle attività oggi svolte dagli umani, ma questo non significa che il il 45% dei lavoratori sarà rimpiazzato dalla macchina. Infatti il supporto di sistemi di automazione ha il fine di migliorare la qualità del lavoro degli operatori non di sostituirli, un po’ come quando furono introdotti i primi computer negli ambiti lavorativi.

Quindi niente paura! I vostri temuti sistemi virtuali sono solo validi alleati che migliorano le modalità di lavoro assicurando un miglioramento della qualità lavorativa ed anche del servizio clienti.

Inoltre si deve pensare che queste nuove tecnologie sono il frutto di ricerche e sperimentazioni di anni; infatti l’intelligenza artificiale non comprende soltanto la robotica propriamente intesa, ma anche la progettazione di software sempre più avanzati in grado di simulare sempre meglio l’intelligenza umana. Molti professionisti come ingegneri, developer, designer, linguisti e traduttori ma anche psicologi e antropologi sono coinvolti in team che collaborano insieme per creare questi sistemi di intelligenza artificiale.

La questione che si pone con sempre maggiore attenzione è: quali sono gli ambiti lavorativi che potranno essere supportati dalle macchine e quali invece no?

Il dato davvero interessante e su cui vorremmo concentrarci è quello che ci indica quali  settori saranno influenzati dall’automazione e sopratutto quali sono le novità più interessanti.  In quest’ambito si stanno diffondendo sempre di più i chatbot, che vengono utilizzati per integrare le nuove soluzioni legate al Customer Service online, come ad esempio le live chat; ma oltre a questo settore ce ne sono molti altri che stanno prendendo piede.

Mya: selezione del personale che potrebbe essere assunto

La piattaforma per le offerte di lavoro Firstjob utilizza “Mya”, un bot che si occupa del 75% del processo di recruiting svolgendo i colloqui di lavoro con i candidati. Il bot interagisce con i candidati e pone loro una serie di domande mirate. “Mya”, una volta ricevute le risposte, aggiorna i profili dei candidati, e realizza una classifica dei profili più idonei a seconda delle variabili prescelte. La fase finale del recruiting viene svolta da un operatore umano, che deciderà quali candidati meriteranno di proseguire l’iter di selezione.

Il bot in questo caso fa una prima scrematura, lasciando ai selezionatori umani il compito di finalizzare il processo di selezione. In ogni caso, il contributo del bot è notevole, poiché contribuisce a ridurre di molto la mole di lavoro del selezionatore, che si troverà a dover scegliere solo tra profili interessanti i candidati più idonei alla posizione offerta.

DAO: il CEOs Managers di una promettente società di crowdfunding

Ogni dipendente, ad un certo punto nel tempo o in un altro, probabilmente avrà sognato di lavorare in una società in cui non c’è nessuno capo. Questo è quello che succede da DAO:  abbreviazione di “Decentralized Autonomous Organization”.

Il DAO è essenzialmente un grande collettivo online, un fondo di investimento basato sul crowdfunding nel quale nessuna decisione può essere presa senza che tutti siano d’accordo. Gli utenti investono la somma che desiderano ricevendo in cambio gettoni DAO e più gettoni ottieni più il loro voto è rilevante.  Se vogliono che il denaro venga investito in determinati progetti gli utenti devono presentare delle proposte, con i membri del collettivo che voteranno per approvare o meno l’investimento. Questo sembra un sistema molto democratico se non fosse per il fatto che i progetti che possono essere finanziati vengono selezionati da un sistema di AI segondo algoritmi stabiliti. Questo significa che un po’ come Mya, un sistema di intelligenza artificiale si occupaerà di fare una selezione di ciò che può essere successivamente valutato dall’intelligenza umana e ciò che invece non merita di essere considerato.

Molly: la futura infermiera virtuale

Sense.ly è una società che di recente a lanciato sul mercato Molly,  la futura infermiera virtuale in grado di riconoscere e rispondere agli input visivi e di poter parlare con il proprio paziente grazie a Kinect. Il suo sistema è basato su una knowledge di domande e risposte preconfigurate che permetterà a questa nuova tecnologia di entrare nelle case dei possessori di Windows Kinect e di raggiungere un altro grande traguardo, ossia di garantire un’assistenza personalizzata 24/24 a persone che devono seguire delle terapie. Ovviamente entro i limiti imposti dalla sua natura robotica,  Molly potrà avere un ruolo di supporto all’attività svolta dai colleghi umani, ricordando agli utenti quando prendere i farmaci, quali tipologie e in che quantità. Inoltre interagisce con il paziente rispondendo ad alcune domande base, fornendo un rapporto di compagnia che fa sentire le persone meno sole. Infine, il sistema è connesso con un dottore che così è in grado di monitorare il paziente anche da remoto e di ricevere una segnalazione istantanea in caso di emergenza.

L’intelligenza artificiale avrà molto probabilmente sviluppi interessanti, non solo nei servizi di caring on-line ma anche in altri ambiti.

Ogni attività umana sarà inevitabilmente automatizzata? Secondo McKinsey, nonostante le potenzialità dell’intelligenza artificiale, è bene chiarire che non tutte le attività saranno sostituite, anche parzialmente, dall’automazione: le professioni che richiedono un forte approccio creativo e che si baseranno sulla conoscenza (come i pubblicitari o gli insegnanti), saranno molti più difficilmente integrabili da questo tipo di sistemi.

Laddove è necessaria l’intelligenza complessa che solo un essere umano è in grado di avere, non ci sarà alcuna possibilità di rimpiazzo da parte dei robot; questi segneranno solo il passaggio di una nuova rivoluzione proprio come si verificò quella industriale. Anche in quel caso, la superiorità del pensiero umano è stato elevato ad attività più elaborate, delegando la ripetitività e la banalità a sistemi automatizzati.

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